L’omicidio stradale

La legge sull’omicidio stradale ha istituito un nuovo delitto a sè stante nel codice penale (art. 589 bis c.p.), come anche quello di lesioni personali stradali gravi e gravissime (art. 590 bis c.p.).

L’omicidio stradale ricorre nei casi in cui l’omicidio colposo (cioè non volontario) venga commesso in occasione di un incidente stradale, sempre che vi sia stata la violazione del codice della strada.

Dopo lunghe discussioni parlamentari, dunque l’omicidio stradale è diventato a tutti gli effetti un delitto a sè stante rispetto all’omicidio colposo (v. art. 589 c.p.), e le pene previste sono le seguenti:

  • da 2 a 7 anni in caso di omicidio avvenuto con violazione del codice della strada;
  • da 5 a 10 anni in caso di omicidio per guida sotto influenza di alcool (tasso superiore a 0,8 g/l) o per guida pericolosa;
  • da 8 a 12 anni in caso di omicidio per guida sotto influenza di droghe o tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l .

La legge, come tutte le leggi penali che inaspriscono pene o introducono nuovi delitti, verrà applicata solo per i fatti accaduti dopo l’entrata in vigore effettiva della stessa, mentre i fatti accaduti precedentemente saranno puniti secondo la legge precedente, meno aspra, con applicazione del principio cosiddetto del “favor rei”  (v. successione di leggi penali nel tempo).

Vengono, così, introdotti i seguenti nuovi articoli al codice penale:

Inoltre, vengono introdotte modifiche anche al codice di procedura penale ed al codice della strada che riguardano l’arresto in flagranza e la sospensione della patente.

Considerata la nuova legge, è evidente che da oggi sarà molto difficile evitare il carcere nel caso in cui alla guida venga commesso un omicidio, pur non volendolo, sempre che vi sia stata la violazione del codice della strada (ad es. limite di velocità), ovvero il colpevole fosse alla guida sotto effetto di sostanze alcoliche e/o stupefacenti.