Oblio Privacy Internet penale

Oblio, Privacy, Social Media e diritto penale

L’oblio è il diritto di ogni persona a non restare indeterminatamente esposta ai danni ulteriori che arreca al suo onore e alla sua reputazione la reiterata pubblicazione di una notizia che in passato era stata legittimamente pubblicata.

Sepppur non vi sia una precisa disposizione di legge che definisca e garantisca il diritto all’oblio, questa è la definizione espressamente data da molteplici sentenze italiane, tra cui la risalente Cassazione Civile n. 3679 del 1998.

La Giurisprudenza, inoltre, specifica che il diritto all’oblio è una peculiare espressione del diritto alla riservatezza (privacy) costituzionalmente garantito, in quanto primaria ed indeclinabile esigenza della persona.

I recenti casi di cronaca nera italiani hanno riacceso forti discussioni sul problema del controllo dei dati personali, di cui la Giurisprudenza nazionale ed internazionale si sta già occupando da alcuni anni.

Tra i casi transnazionali più importanti si ricorda quello giudicato dalla Corte Europea nel 2014, il c.d. Google Spain, il quale ha determinato la nascita di un apposito servizio da parte di Google per la richiesta della cancellazione dei propri dati personali (v. rimozione dati da Google).

In italia il diritto all’oblio è affidato al Garante della Privacy (v. Interventi del Garante su Privacy e Internet) il quale, tuttavia, non ha poteri incisivi sui grossi colossi dell’informazione internazionale che presiedono all’indicizzazione dei links, ai contenuti sui social media e su sulle pagine internet internazionali.

Inoltre, oggi assistiamo sempre più che mai al fenomeno della “viralità” di alcuni video, foto o informazioni, i quali si diffondono con una rapidità e una capillarità tali da rendere impossibile, o quasi, la cancellazione di ogni traccia dell’informazione lesiva.

Se, dunque, attualmente l’unico rimedio per evitare violazioni del diritto alla privacy ed all’oblio su internet e social media sembra essere quello di prevenire il tutto evitando di condividere materiali ed informazioni sensibili, vi sono invece numerose previsioni penali per ottenere un ristoro dei danni subiti.

Fra i reati configurabili, ci sono:

E certamente, a seconda dei casi, alcuni comportamenti particolarmente gravi possono determinare la configurabilità di altri reati ancor più gravi, come l’istigazione al suicidio (art. 580 c.p.)