depenalizzazione 2016

La Depenalizzazione del 2016

decreti legislativi n. 7 del 2016 e n. 8 del 2016 hanno operato una profonda depenalizzazione; molte figure, dunque, non sono più previste dalla legge come reato, e le loro violazioni sono sanzionate con pene pecuniarie che, in alcuni casi, sono molto alte.

E’ importante sottolineare che i decreti in parola, anche in ossequio ai principi della successione delle leggi penali nel tempo, prevedono la loro applicabilità anche per i fatti precedenti alla loro entrata in vigore.

Sono stati completamente abrogati, e dunque non sono più previsti dalla legge come reato, i seguenti delitti, per i quali è oggi prevista una pena pecuniaria civile.

Per altri reati sono state previste una serie di modifiche, tra cui:

Nel contempo, le vecchie ipotesi di soppressione e di danneggiamento sono oggi punite con pena pecuniaria cosi determinata:

Altri casi di depenalizzazione prendono in considerazione leggi in materia di:

  • Uso e licenze di impianti radioelettrici;
  • Protezione del diritto d’autore – SIAE;
  • Contraffazione contrassegni sulle macchine utensili certificate;
  • Installazione abusiva impianti distribuzione carburanti;
  • Omissione di versamenti contributi da lavoro entro la soglia di € 10.000,00;
  • Violazione delle prescrizioni e delle garanzie impartite con l’autorizzazione a coltivare sostanze stupefacenti.

Rimangono reati a tutti gli effetti, perché espressamente esclusi dalla depenalizzazione, tutte le fattispecie punite con la sola pena dell’ammenda nelle seguenti materie:

  • Edilizia ed urbanistica;
  • Ambiente, territorio e paesaggio;
  • Alimenti e bevande;
  • Salute e sicurezza nei luoghi del lavoro;
  • Pubblica sicurezza;
  • Giochi d’azzardo e scommesse;
  • Armi ed esplosivi;
  • Elezioni e finanziamenti ai partiti;
  • Proprietà intellettuale ed industriale.

I provvedimenti, dunque, realizzano una importante attività di riduzione dei processi penali, attraverso una massiccia depenalizzazione di alcune fattispecie di minor allarme sociale, e danno attuazione alle deleghe contenute nell’art. 2 della Legge n 67/2014, recante «Delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria».

L’aspetto più significativo, in definitiva, consiste, oltre che nella abrogazione di talune fattispecie criminose, anche nella trasformazione di altre in illeciti amministrativi (cit. Relazione del Ministero sull’amministrazione della Giustizia – Inaugurazione anno giudiziario 2016).