I reati informatici

I reati informatici, sono quei reati compiuti per mezzo o nei confronti di un sistema informatico, cioè un personal computer, ovvero di un sistema telematico, cioè una rete di computers.

Il computer, infatti, può essere il bersaglio di un reato, ed in questo caso l’obiettivo di colui che commette l’illecito si ravvisa nel sottrarre o distruggere le informazioni contenute nella memoria dello stesso personal computer.

In altri casi, invece, il computer può costituire un mezzo per la commissione di reati, ad esempio nel caso di chi utilizzi lo stesso per la realizzazione di frodi.

Rispetto ai delitti informatici, il legislatore è intervenuto con la lg. n. 547/93, per introdurre nuove figure di reato nel codice penale; con la lg. 269/98 e 38/2000 per punire la pedopornografia; con il d.lgs 196/2003 per punire la violazione della privacy; con la lg 128/2004 per la tutela del diritto d’autore; con due d.lg, nel 2001 e nel 2005, poi convertiti in legge, per prevenire e contrastare il terrorismo internazionale; altre fonti sono riscontrabili per la regolamentazione dell’e-commerce, della proprietà industriale, e delle scommesse online.

Le fattispecie di reato previste dal codice penale sono:

  • la frode informatica (art. 640 ter c.p.) che consiste nell’alterare un sistema informatico allo scopo di procurarsi un ingiusto profitto;
  • l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (615 ter c.p.);
  • la detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici e telematici (615 quater c.p.);
  • la diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici (ndr virus) diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (615 quinquies c.p.).

Viene sanzionato anche chi, senza essere autorizzato, intercetta, impedisce, interrompe o rivela comunicazioni informatiche, (art. 617 quater c.p.); installa apparecchiature dirette ad intercettare, interrompere o impedire comunicazioni informatiche (art. 617 quinquies c.p.); falsifica, altera o sopprime o falsifica la comunicazione informatica acquisita mediante l’intercettazione (art. 617 sexies c.p.); distrugge, deteriora, cancella, dati, informazioni o programmi informatici (art. 635 bis c.p.).

La legge n. 547/1993, poi, ha anche novellato alcuni articoli del codice penale: ad esempio, con riguardo alla violazione e sottrazione di corrispondenza, al quarto comma dell’art. 616 c.p., si precisa che per “corrispondenza” si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica, ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza.