CORONAVIRUS-AGGIORNATO: Multa – Sanzioni Penali e soluzioni!

AGGIORNAMENTO DEL 3 MAGGIO 2020

Il decreto legge 25 marzo 2020 prevede che la violazione delle numerose limitazioni alla circolazione per contrastare il Coronavirus è punita con la sanzione amministrativa (multa), ma non solo.

La multa può andare da 400 euro a 3.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato, e se la violazione è stata fatta con l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino ad un terzo, e viene espressamente esclusa l’applicabilità della contravvenzione penale di cui all’Art. 650 c.p., che veniva contestata prima di questo nuovo decreto.

In pratica cosa vuol dire?

In pratica vuol dire che se la violazione non configura un reato gli Agenti ci faranno un verbale di contestazione che potremo pagare in misura ridotta entro cinque giorni, dunque con un esborso di 280 Euro. Nel caso in cui non paghiamo in forma ridotta, la sanzione verrà confermata (o meno) dal Prefetto con la comminazione della sanzione secondo quanto stabilito dalla Legge 689/1981, che regola questi procedimenti amministrativi anche con riguardo alla scelta della gravità del fatto (cfr. Legge 689/1981).

Quali sono i casi in cui la violazione può configurare un reato?

  • Se mentiamo su cosa andiamo a fare in giro si potrà configurare il delitto previsto e punito dall’Art. 483 c.p. FALSITA’ IDEOLOGICA COMMESSA DAL PRIVATO IN ATTO PUBBLICO, visto che l’autocertificazione è equiparata ad un atto pubblico, con la conseguente pena della reclusione fino a due anni
  • Se mentiamo sulle nostre generalità o qualità personali (ad esempio dichiariamo di essere avvocato o commercialista o dottore e non lo siamo) si potrà configurare il delitto previsto e punito dall’art. 495 c.p. FALSA ATTESTAZIONE O DICHIARAZIONE SULLA IDENTITA’ O SU QUALITA’ PERSONALI, con la pena della reclusione da uno a sei anni
  • Nel caso in cui siamo usciti nonostante ci troviamo in QUARANTENA, o comunque siamo POSITIVI al coronavirusallora ci mettiamo in guai seri, anzi serissimi, e le possibili ipotesi sono queste:
    • A) verremo denunciati penalmente per aver violato l’art. 260 del R.D. 1265/1934, che è un reato contravvenzionale (per il quale non si può chiedere l’oblazione) e che prevede l’arrresto fino a 6 mesi e l’ammenda fino a 400 Euro;
    • B) se dalla violazione è derivato il contagio di altre persone e il fatto è stato commesso con colpa, dunque senza consapevolezza e volontà, allora la pena sarà la reclusione da uno a cinque anni, ma se dal fatto deriva la morte di qualcuno, allora la reclusione sarà da tre a dodici anni, così come previsto dall’art. 452 c.p.
    • C) se dalla violazione è derivato il contagio di altre persone e il fatto è stato commesso con dolo, cioè con conoscenza del proprio stato e volontà di spargere l’epidemia (vedi differenza tra dolo e colpa), allora ci sarà la condanna all’ergastolo (cioè carcere a vita) perché  l’art. 438 c.p. EPIDEMIA,  punisce chiunque cagiona un’epidemia mediante diffusione di germi patogeni (e portarli in giro con il proprio corpo è equiparato alla diffusione da provette e simili).

Cosa accade esattamente quando ci fermano?

Gli Agenti, quando riscontrano la violazione di una o più regole di comportamento (per queste vedi CORONAVIRUS-AGGIORNATO: cosa si può fare, e come! Autocertificazione si o no) dovranno nell’immediato valutare se trattasi di semplice violazione amministrativa, ovvero se vi sia stata la  commissione di un reato.

Nel primo caso ci faranno un verbale di accertamento molto simile ad una multa, mentre nel secondo caso, invece di fare un semplice verbale, l’Agente provvederà ad elevare direttamente sul posto una denuncia penale che, in sintesi, è un verbale di contestazione del fatto reato accertato con il quale noi potremo indicare il nostro avvocato di fiducia (in assenza verrà nominato uno di ufficio che comunque dovremo retribuire salvo che non siamo indigenti), e dovremo eleggere un domicilio per le notifiche (è altamente consigliabile indicare casa o l’ufficio, e non quello del proprio avvocato al quale in ogni caso lo Stato deve fare le notifiche).

Come spiegato sopra, il tipo di reato che ci verrà contestato dipende dai nostri comportamenti.

Cosa accade subito dopo? Niente! Gli Agenti ci lasceranno il foglio di denuncia e ci inviteranno ad andare a casa, visto che è lì che saremmo dovuti essere. Dunque, non è prevista alcuna misura cautelare, quindi niente sequestro del mezzo, e niente arresto cautelare personale (salvi i casi più gravi di temuto contagio, per i quali invece sono previste le misure cautelari).

Consigli pratici!

Si deve tener bene in conto che laddove gli Agenti, a torto o a ragione, dovessero elevare una o più contestazioni amministrative o penali è fortemente sconsigliabile mettersi a polemizzare; è bene rappresentare in modo preciso e circostanziato i fatti e le motivazioni per cui ci troviamo fuori casa,  con dovizia di particolari e proponendo agli agenti i possibili immediati accertamenti a riprova delle nostre ragioni, ma senza trasecolare in lamentele e polemiche.

In questo periodo di emergenza, infatti, se iniziano a volare le parole le Forze dell’Ordine non ci andranno per il sottile come invece spesso accade normalmente, ed è molto facile che alla contestazione amministrativa o penale già fatta venga aggiunta quella della RESISTENZA AD UN PUBBLICO UFFICIALE, (art. 337 c.p.), che da sola prevede la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni, e che cumulandosi con le altre comincerebbe a rendere la situazione penale oltremodo gravosa a livello economico e di libertà personale.

Insomma, non ha senso cercare a tutti i costi di evitare un verbale, il consiglio migliore è di non mentire e di non polemizzare, ma di collaborare con le Forze dell’Ordine, cercando tuttavia di spiegare bene i fatti (e non esagerando invece nell’insistere sulle proprie ragioni) salvo poi successivamente esercitare il nostro diritto di difesa come previsto dalla nostra Costituzione, chiamando il nostro avvocato di fiducia per gestire la questione al meglio.

Inoltre, visti i numerosi controlli disposti dalle Autorità, oggi è altamente consigliabile avere sempre con se i documenti di riconoscimento, anche se usciamo di casa pochi minuti per prendere le sigarette, al fine di evitare di perdere mezza giornata in compagnia delle Forze dell’Ordine per essere riconosciuti (e magari anche schedati), le quali peraltro hanno cose ben più importanti da fare che non accertare la nostra identità.

In conclusione, oggi una uscita di casa in violazione delle attuali restrizioni potrebbe significare, nella migliore delle ipotesi, il dover pagare in misura ridotta la multa di € 280,00, mentre negli altri casi in cui venga contestato un reato, potremmo trovarci a dover gestire molta apprensione e tempo (perso) appresso alla questione penale, e nei casi più gravi (es. violazione della quarantena) un considerevole costo per la difesa del nostro avvocato, ed concreti rischi per la nostra libertà personale.