CORONAVIRUS-AGGIORNATO: cosa si può fare, e come! Autocertificazione si o no

AGGIORNAMENTO DEL 3 MAGGIO 2020

In questi giorni in cui le libertà personali di ciascuno sono state limitate per combattere il COVID-19 si moltiplicano le domande di comportamento pratico, soprattuto dopo gli innumerevoli decreti che si sono succeduti negli ultimi giorni.

Ebbene, oggi è chiaro a tutti che bisogna restare a casa: questa è la prima regola generale e maestra che deve essere seguita, e che sarà il primo parametro di valutazione delle Forze dell’Ordine nel valutare la presenza dei motivi per cui non siamo rimasti a casa.

La seconda regola generale, laddove non siamo a casa, è che dobbiamo evitare gli assembramenti, e questa non soffre eccezioni (la norma è chiara: “è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico).

Dunque, nell’ambito del dovere restare a casa, ci sono delle “eccezioni“, cioè dei casi specifici in cui possiamo uscire per il tempo stretto necessario per l’espletamento delle stesse:

1. comprovati motivi di LAVORO: A) se sei lavoratore dipendente ed il tuo datore non si è organizzato per smart working o altre forme, e l’attività lavorativa rientra tra quelle essenziali dell’ultimo decreto c’è poco da fare…devi andare a lavorare e le Forze dell’Ordine al limite potranno nell’immediato, o anche successivamente,  accertare la veridicità di quanto da te dichiarato, ad esempio chiamando in azienda o in un ufficio per sapere se ti aspettano per lavoro; B) se sei lavoratore autonomo, come i professionisti, allora il discorso è parzialmente diverso: se l’attività lavorativa rientra tra quelle essenziali dell’ultimo decreto ma non è necessario recarsi in ufficio o a studio non lo devi fare e, dunque, laddove verrai fermato per un controllo potrebbe non essere sufficiente provare di essere avvocato, oppure commercialista, perché non è escluso che questi tipi di lavoratori non possano lavorare da casa. Un valido motivo per spostarsi da casa sussiste, ad esempio, perché si ha la necessità di studiare dei documenti in un fascicolo cartaceo che si trova in ufficio, ma potrebbe non esserlo il doversi vedere con un cliente per un appuntamento di lavoro che non abbia una certa urgenza, il cui ritardo non potrebbe portare a delle conseguenze negative per il cliente stesso.

2. Situazioni di NECESSITA’: qui non c’è niente da fare, la regola maestra per valutare la presenza o meno della necessità è quella del buon senso, in giuridichese si parla del “buon pater familias“, cioè come si comporterebbe il buon padre di famiglia. Personalmente io, che faccio l’avvocato, valuterei come giudicherebbe la cosa un buon giudice: se esco per andare ad aggiustare la macchina sto violando le norme? Dipende: mi devo chiedere se in questi giorni mi serve per fare qualcosa che non posso fare con altri mezzi o in altri modi; se la risposta è no allora la macchina la farò aggiustare più avanti, ma se mi serve necessariamente, per esempio per andare a prendere i figli  perché sono separato, allora sarà giusto ed anzi doveroso, perché non sono stati sospesi i diritti/doveri genitoriali e dunque i minori hanno diritto a passare le loro vite con entrambi i genitori, seppur separati, con le modalità stabilite dal Tribunale con Sentenza o accordo omologato, o secondo quanto stabilito nelle famiglie separate di fatto, cioè quelle che non hanno formalizzato nulla. Altro esempio che potrebbe essere interessante non è quello dell’acquisto delle sigarette, o del far fare i bisogni al cane, che sono certamente ammessi purché fatti vicino casa, ma quello del diritto di acquistare il giornale, la cui risposta è affermativa, perché è esercizio del diritto di informarsi generalmente ritenuto espressione “indiretta” del diritto di manifestare il proprio pensiero (art. 21 Costituzione). Nessun dubbio, ovviamente, su ammissibilità di andare a fare la spesa per generi alimentari ed altri generi per la casa e per la persona purché fatta nei negozi vicino casa, cioè la cosa non si può tradurre nel nell’attraversare la città per andare ad acquistare la carne o la pasta (anche qui però potrebbe essere legittimo perché la mia religione mi impone delle restrizioni e quel tipo di carne la posso acquistare solo in quel posto, ovvero perché sono celiaco ed i prodotti vengono venduti in un quartiere diverso da quello che abito).

AGGIORNAMENTO: a partire dal 4 maggio, fino al 17 maggio, è ritenuta causa di necessità anche la visita dei congiunti, da intendersi tutti i famigliari fino al sesto grado (quindi certamente, nonni, genitori, figli, fratelli, zii, cugini, ecc.) ed anche i conviventi di fatto, cioè coloro i quali sono legati da legami affettivi stabili. Le modalità di incontro, che possono essere fatte entro il territorio regionale, devono comunque prevedere il rispetto del distanziamento personale di 1 metro ed anche l’uso della mascherina.

3. Motivi di SALUTE: paradossalmente questo è, allo stato, il punto che volendo potrebbe rappresentare più dubbi, non tra i cittadini, ma tra le Forze dell’Ordine e le ASL, che sono chiamate ad applicare la norma; ci si deve chiedere se rientrano in questa eccezione tutti i motivi di salute, o solo quelli urgenti, quelli  gravi, quelli non dilazionabili, quelli necessari. Ebbene, in assenza di una qualsiasi specifica nello stabilire questa eccezione, il Legislatore non ha qualificato in alcun modo quali siano i motivi di salute ammessi e quali no, e dunque è doveroso ammettere che rimanga in piedi, senza alcuna limitazione legislativa, il diritto costituzionale alla salute, e che dunque qualsiasi tipo di motivo di salute rientra nell’eccezione. Tuttavia, per essere pratici, sarà probabile subire un accertamento di violazione laddove si dichiari che ci sta recando dal medico per curare una verruca (non grave), non perché la verruca non debba essere curata in questo periodo, anzi si, ma se posso farlo a casa lo farò con un prodotto da banco di farmacia, al fine di evitare di andare in giro.

4. RITORNO ALLA PROPRIA RESIDENZA: questa possibilità, tolta con il penultimo intervento governativo, è stata reintrodotta e dunque è permesso a tutti gli italiani che si trovano lontani dai propri luoghi di residenza di farvi rientro. Lo scopo è chiaro, permettere ai lavoratori emigranti e/o emigrati in regioni diverse di fare rientro dai propri cari. Insomma, se siamo usciti di casa non sarà sufficiente dichiarare che rientriamo a casa, ma dovremo spiegare i motivi per cui siamo usciti.

SPORT ed attività motorie

Dopo lunghe ed interminabili discussioni e dissertazioni, il Governo ha fatto chiarezza per quanto possibile sugli sport, che possono essere fatti all’interno del territorio regionale individualmente e comunque col rispetto del distanziamento di 2 metri, e le attività motorie (che non è la semplice passeggiata, seppur possa estrinsecarsi anche nella camminata spedita o simili) anch’esse esercitabili all’interno del territorio regionale individualmente e comunque col rispetto del distanziamento di 1 metro.

Attenzione, tuttavia, alle normative che vengono emanate nelle singole Regioni: poche ore fa, ad esempio, la Regione Lazio ha stabilito che lo Sport può essere fatto solo in ambito “provinciale”, non regionale, tranne alcuni tipo la pesca amatoriale, ed a partire dal 6 maggio.

La chiusura dei parchi, Ville e delle aree gioco recintati è stata revocata: dunque a partire dal 4 maggio è possibile recarsi all’interno di queste strutture ma solo per espletare le attività ammesse, dunque non per stazionare, giocare, fare pic-nic, ecc.

Dunque, al netto delle motivazioni della precedente chiusura che, a posteriori, oggi sono a tutti noi chiare dopo aver assistito, partecipato, o sentito dire di partite di calcetto all’aperto tra amici al parco, improvvisati allenamenti di vari sport tipo padel ecc., come anche pic-nic famigliari, corsette campestri di gruppo, riunioni sociali di mezza giornata per i nostri cari amici a quattro zampe (sui social girano testimonianze fotografiche secondo cui, in questo, il genio italico ha eccelso nel portare fuori a fare la pipì anche i peluche ripescati dalla soffitta), oggi è possibile tornare a frequantare parchi e giardini, purché non si creino assembramenti e si facciano sole attività motorie o sport col rispetto del distanziamento sociale.

Veniamo alla questione dell’AUTOCERTIFICAZIONEe se è necessario o meno avere il modulo compilato con se. 

Il dovere giuridico oggi a noi imposto è quello di autocertificare i motivi per cui non siamo a casa.

Se non abbiamo il documento di autocertificazione non succede nulla, le Forze dell’Ordine ci daranno un modulo da riempire con l’autocertificazione.

Tuttavia, se avremo già con noi il documento di autocertificazione permetteremo un controllo sul territorio molto più veloce, per buona pace delle attività delle Forze dell’Ordine ed anche per noi, che potremo andare via molto prima.

Anche in questo caso si tratta di buon senso: se ci dimostriamo collaborativi nell’avere già con noi il documento dell’autocertificazione saremo certamente accolti meglio e con minor diffidenza per l’essere fuori casa, fermo restando che questo non ci autorizza a dichiarare cose diverse dalla verità. Al contrario, se a casa non abbiamo la stampante e lo facciamo presente alle Forze dell’Ordine, le stesse ci faranno compilare il modulo di autocertificazione.

Per le conseguenze della violazione delle regole di circolazione, consulta CORONAVIRUS-AGGIORNATO: Multa Sanzioni Penali e soluzioni!